Discende da Debian attraverso Knoppix la distribuzione di Linux “dannatamente” piccola.
DSL, ovvero “Damn Small Linux”: in 50 MB, il minimo indispensabile per scrivere, navigare, giocare, ascoltare musica, gestire la posta…
La DSL non è certo la prima “mini” distribuzione del sistema operativo del pinguino, ma presenta diverse caratteristiche degne di nota e può rivelarsi utile in svariati casi.
Innanzitutto DSL, discendendo direttamente dalla notissima Knoppix, appartiene alla categorie delle distribuzioni “Live”: non necessità di installazione in quanto tutto quello che serve è già installato e racchiuso nell’immagine di un disco.
DSL embedded (*)
Il fatto poi che questa immagine sia estremamente ridotta in dimensioni, permette di utilizzare come supporto una chiavetta USB o una Compact Flash (a patto, naturalmente, che il PC consenta il boot da flash drive); nonchè di essere caricata completamente in RAM (sono sufficienti 128 Mb) e di girare “all’interno” di un altro sistema operativo (ad esempio Windows) sfruttando QEMU.
L’utilità di una distribuzione come DSL si manifesta con particolare efficacia nei casi di emergenza (data recovery), ponendosi a metà tra distribuzioni live più complete e ingombranti (come Knoppix) e sistemi specifici per le emergenze come RIP (Recovery Is Possible: un bootable cd basato su linux che contiene solo gli strumenti necessari al controllo e al recupero dei dati).
Una delle carte vincenti di DSL è la possibilità di personalizzare la distribuzione, aggiungendo applicazioni e scegliendo cosa caricare all’avvio del sistema, e rimasterizzando l’immagine basata sulle proprie preferenze: operazioni tutte eseguibili comodamente sotto l’ambiente grafico “FluxBox”.